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Fake Food: l'affare delle etichette ingannevoli

«Al primo posto c'è il cibo, poi la morale», scriveva Bertolt Brecht nella sua celebre «Opera da tre soldi» del 1928. Una citazione quanto mai attuale viste le etichette ingannevoli di alcuni prodotti alimentari.

14 febbraio 2020

Dr. Patrick Kolb

Fund Manager, Credit Suisse Asset Management

Fake Food: l'affare delle etichette ingannevoli

Già prima dei tempi di Brecht si utilizzavano le radici di tarassaco come ingrediente sostitutivo e per far durare più a lungo il caffè o per venderlo come caffè di cicoria (noto anche come «Mocca faux»)1. Oggi, esempi di tali casi di frode alimentare sono: carne avariata in gelatina, brucia grassi a base di DNP2 o mele coltivate facendo uso di pesticidi e marchiate come biologiche. I prodotti alimentari contraffatti vengono commerciati e venduti in tutta Europa. Lo scorso anno, nell'ambito di un'operazione coordinata di Europol e Interpol, sono stati confiscati prodotti alimentari per un valore di centinaia di milioni di euro. Autorità doganali, polizia, ispettori alimentari e veterinari hanno controllato numerosi produttori e intermediari in 78 Paesi, portando alla confisca di ben 33 milioni di litri di bevande e 16 000 tonnellate di prodotti alimentari contraffatti (tra cui anche pesce surgelato, scongelato, addizionato con acidi, fosfati e idrogeno per evitarne la decomposizione e dichiarato come fresco in Italia) e all'arresto di 672 persone3.

Naturalmente sono soprattutto i tabloid a portare alla ribalta questi scandali alimentari, come le lasagne di manzo con carne di cavallo in Romania o le uova al fipronil in Olanda. Purtroppo però l'opinione pubblica percepisce questi episodi come casi isolati. Sono in pochissimi a rendersi conto che dietro di essi si cela la criminalità organizzata. Molti prodotti alimentari vengono commerciati, importati e mischiati tra loro a livello internazionale. I truffatori lucrano grazie all'agricoltura industrializzata, al commercio online, all'interconnessione dei mercati e all'assenza di azioni coordinate da parte delle autorità, allettati da margini di utile elevati e sanzioni proporzionalmente basse4. Più i prodotti alimentari vengono mischiati, maggiore è la probabilità che siano contraffatti e più la supply chain è lunga e poco trasparente, più facilmente i truffatori riescono a cancellare le loro tracce. Naturalmente, mettere in circolazione una confezione di false fragole bio è in proporzione meno proficuo dal punto di vista finanziario, ma il mercato dei prodotti alimentari è immenso e le possibilità di frode innumerevoli. Stando ai dati dell'UE, i costi delle frodi alimentari ammontano a EUR 30 miliardi all'anno e nella peggiore delle ipotesi potrebbero addirittura mettere a repentaglio la salute dei consumatori5.

Secondo l'UE l'olio d'oliva biologico è il prodotto che viene erroneamente etichettato più di frequente

Secondo l'UE, il prodotto alimentare con l’etichettatura fraudolenta più comune è l'olio extra vergine di oliva biologico

Fonte: GEO (2016): Diese Lebensmittel werden besonders häufig gefälscht, GEO 5/16, URL: https://www.geo.de/natur/nachhaltigkeit/66-rtkl-nahrungsmittelbetrug-diese-lebensmittel-werden-besonders-haeufig; data di consultazione: 22.10.2019.

La Commissione Europea ha quindi stilato una classifica dei prodotti alimentari che vengono più frequentemente contraffatti. L'olio d'oliva è al primissimo posto. Dato che sul mercato viene offerto olio d'oliva in quantità nettamente superiore a quella che si potrebbe effettivamente ottenere con le olive raccolte, si deve presumere che una parte dei prodotti offerti sia quantomeno etichettata in modo scorretto6. Nelle posizioni successive figurano latte, miele, zafferano, pesce, caffè, succo d'arancia e formaggi7.

In cosa consiste la frode alimentare?

Secondo l’ Ufficio federale per la protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare tedesco, la «frode alimentare» viene definita come segue8:

"Per frode alimentare si intende in generale la commercializzazione deliberata di prodotti alimentari allo scopo di trarre un vantaggio finanziario o economico dalla contraffazione intenzionale, utilizzando additivi non consentiti che modificano la composizione del prodotto alimentare oppure dichiarando deliberatamente il falso, ossia indicando volontariamente dati sbagliati o insufficienti sull'etichetta, con l'intento di ingannare i clienti o i consumatori."

La questione dell'autenticità e della provenienza geografica è assolutamente determinante. La dichiarazione del prodotto alimentare e del suo contenuto è corretta? I prodotti sono stati in qualche modo diluiti o mescolati con altri? Nella migliore delle ipotesi si tratta di plagio di qualità inferiore, nella peggiore di rischi per la salute. Ecco di seguito alcuni esempi di frode alimentare.

  • L'errata etichettatura di prodotti alimentari di bassa qualità come prodotti di alta qualità, per esempio chicchi di caffè Robusta, poco costosi, venduti come chicchi di caffè Arabica, più costosi.
  • La falsa indicazione di marchi regionali, per esempio per champagne non proveniente dall'omonima regione francese.
  • La frode effettiva, per esempio per il salmone di allevamento commercializzato come pesce d'alto mare.
  • E, infine, la reimmissione sul mercato di prodotti alimentari non più commestibili, la cui catena del freddo è stata interrotta o la data di scadenza già superata9.

Possibili soluzioni: controllo di qualità e procedure di analisi moderne

I consumatori riescono a malapena stimare il rischio di frode alimentare. Viceversa, per i produttori alimentari e i commercianti è difficilissimo scoprire le attività fraudolente. Il fenomeno non è nuovo: si è sempre cercato di sostituire prodotti di alta qualità con altri dai prezzi più convenienti. È per questo che nel Medioevo, per esempio, i panettieri mettevano la segatura nel pane oppure gli osti allungavano birra e vino con l'acqua.

Un prodotto alimentare contraffatto, quindi, «ha successo» solo se non viene scoperto dagli ispettori. Per questo motivo oggi i produttori di generi alimentari lavorano in stretta collaborazione con i loro fornitori. Il controllo della qualità inizia sempre prima che i prodotti vengano spediti. Vengono richiesti certificati, test e controlli per verificare che, per esempio, le indicazioni relative alle quantità siano plausibili. Inoltre, le autorità si affidano a procedure di analisi moderne per scoprire le falsificazioni, come la spettroscopia con risonanza magnetica nucleare (nota anche come «Nuclear Magnetic Resonance Profile [NMR Profile]», una tecnologia che nell'uomo è nota come «imaging a risonanza magnetica»), che registra le caratteristiche magnetiche degli atomi dell'acqua ottenendo un'«impronta digitale» a seconda dell'origine e del tipo e consentendo quindi di scomporre i prodotti nelle loro singole componenti.

Il Max Rubner Institut

Conclusioni

Il maggiore focus delle autorità e dei consumatori sulla sicurezza alimentare crea opportunità per le imprese nei settori delle life science, dei test, dei controlli e delle certificazioni.  A nostro avviso garantire e migliorare la qualità dei prodotti rappresenta un'interessante trend di crescita di lungo periodo. La regolamentazione più severa e i crescenti timori sulla sicurezza da parte della popolazione sono i principali fattori trainanti per la protezione degli alimenti e dell'acqua potabile dalla contaminazione microbatterica o chimica. Ci aspettiamo che in futuro i produttori saranno costretti a impegnarsi ancora di più per migliorare i loro standard di qualità. Un aspetto importante non solo per i produttori di generi alimentari, ma anche per il bene della nostra società!

Riteniamo che in futuro sarà sempre più importante verificare la provenienza dei prodotti alimentari e risalire al produttore originario con metodi di tracciatura. Pertanto, non c'è da stupirsi se vi sarà un inasprimento delle disposizioni normative. Per questo motivo deteniamo azioni di aziende leader nei settori di analisi sensoriale, diagnostica, test, controllo e certificazione. Anche i produttori di beni di consumo e strumenti scientifici godono di una posizione interessante. 

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1 ll termine «Mocca faux» (in italiano «brodaglia di caffè») si usa per indicare un succedaneo del caffè, lungo, leggero e non ottenuto da chicchi di caffè. Oggi il «Muckefuck» si produce non solo dalla cicoria, ma anche da orzo maltato (caffè d'orzo) o segale torrefatta.

2 Il DNP (2,4-dinitrofenolo) è una polvere gialla spesso utilizzata nel mondo del body building per bruciare i grassi. In campo industriale, il DNP si utilizza, per esempio, per la sintesi di coloranti, conservanti per legno, insetticidi ed esplosivi. Negli anni Trenta fu utilizzato come farmaco per stimolare il metabolismo e la perdita di peso. Poco dopo, però, il suo impiego farmaceutico fu nuovamente vietato a causa dei gravi effetti collaterali che causava (fonte: Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (2019): 2,4-Dinitrophenol (DNP), URL: https://www.blv.admin.ch/blv/it/home/lebensmittel-und-ernaehrung/lebensmittelsicherheit/stoffe-im-fokus/unerlaubte-stoffe/2-4-dinitrophenol-dnp.html, data di consultazione: 17.10.2019.

3 Fonte: Bundesamt für Verbraucherschutz und Lebensmittelsicherheit (2019): OPSON Operationen, URL: https://www.bvl.bund.de/DE/01_Lebensmittel/03_Verbraucher/16_Food_Fraud/06_OPSON_Operationen/OPSON_Operationen_node.html, data di consultazione: 17.10.2019.

4 Si veda ad esempio la presentazione della Food Safety Authority of Ireland (2019): Future Challenges in the Fight against food fraud, IE Response, URL: https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/safety/docs/food-fraud-reports_20190408_pres03.pdf, data di consultazione: 17.10.2019.

5 Fonte: Commissione Europea (2019): Agri-food fraud, URL: https://ec.europa.eu/food/safety/food-fraud_en, data di consultazione: 17.10.2019.

6 Si veda, p. es., l'articolo del Neue Zürcher Zeitung del 24.10.2010: Italienisches Olivenöl, made in Spain, URL: https://www.nzz.ch/italienisches_olivenoel_made_in_spain-1.8120243, data di consultazione: 23.10.2019. Inoltre, secondo Öko-Test, il vero olio d'oliva non dovrebbe contenere sostanze tossiche. Tuttavia, non tutte le bottiglie etichettate come «extravergine», contengono olio di buona qualità: da un controllo è emerso che su 19 oli di oliva della classe di qualità più alta, quasi la metà è contaminata da oli minerali e alcuni sapevano perfino di rancido (fonte: Öko-Test (2019): Olivenöl-Test: Knapp jedes Zweite mit Mineralöl belastet, 21.10.2019, URL: https://www.oekotest.de/essen-trinken/Olivenoel-Test-Knapp-jedes-Zweite-mit-Mineraloel-belastet-_111646_1.html; data di consultazione: 22.10.2019.

7 Fonte: Schimanski et al. (2019): Lebensmittelbetrügern auf der Spur: Eine Herausforderung für die Lebensmittelüberwachung, 12.7.2019, URL: https://www.git-labor.de/forschung/lebensmittel/lebensmittelbetruegern-auf-der-spur, data di consultazione: 17.7.2019

8 Fonte: Bundesamt für Verbraucherschutz und Lebensmittelsicherheit (2019): Was ist Lebensmittelbetrug?, URL: https://www.bvl.bund.de/DE/01_Lebensmittel/03_Verbraucher/16_Food_Fraud/02_Was%20ist%20Lebensmittelbetrug/Was%20ist%20Lebensmittelbetrug_node.html, data di consultazione: 23.10.2019.

9 Secondo Wirtschaftswoche vi è stato un caso in cui i truffatori hanno trattato polpi destinati all'alimentazione animale, congelati e mal conservati, con prodotti chimici fino a ridar loro un aspetto «fresco» così da poter essere venduti sul mercato come prodotto appena pescato (fonte: Wirtschaftswoche (2019): Fake Food, 5.7.2019, pag. 18).

10 Fonte: MRI (2019): Authentifizierung von Bio-Fisch, URL: https://www.mri.bund.de/de/nrz/forschung/authentifizierung-von-bio-fisch/, data di consultazione: 17.10.2019.

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