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Automatizzare l’azienda agricola

La tecnologia e la scienza non sono estranee all’agricoltura. In effetti, si può ragionevolmente affermare che le innovazioni tecnologiche hanno ripetutamente permesso alla società di evitare una “catastrofe maltusiana”¹ , consentendo la produzione di cibo sufficiente a dare sostentamento ai 7,68 miliardi di persone che oggi popolano il mondo.²

15 marzo 2021

Angus Muirhead

CFA, Senior Portfolio Manager, Credit Suisse Asset Management Thematic Equities

In agricoltura le innovazioni sono state numerose e di varia natura. Tra queste annoveriamo ad esempio i miglioramenti nella forma dell’aratro nell’arco di migliaia di anni, l’invenzione del filo spinato nel Midwest americano negli anni ʽ70 del XIX secolo3 , l’introduzione di trattori e successivamente di mietitrebbie alimentate a benzina, la scoperta degli effetti benefici degli antibiotici sulla salute animale, dell’azoto sulle rese agricole e della modificazione genetica sia sulle colture vegetali che sugli animali. L’avanzare della tecnologia ha indubbiamente svolto un ruolo chiave in questo settore.

Oggi, tuttavia, malgrado questi progressi, gli agricoltori devono affrontare sfide importanti. La globalizzazione ha posto l’accento sull’economia di scala ed è quindi difficile per i piccoli operatori essere competitivi. Ha anche portato all’omogeneizzazione delle varietà delle colture e a un’insufficiente biodiversità, il che incide negativamente sull’ambiente e sulla salute dell’uomo. Condizioni atmosferiche sempre più estreme causate dal riscaldamento globale creano incertezza sulle rese agricole e fanno imperversare insetti e malattie. Per combattere questi problemi, in molti paesi si fa un uso eccessivo di fertilizzanti, pesticidi e antibiotici. Inoltre, gli agricoltori devono raccogliere le sfide poste dalla gestione di un’attività commerciale confrontandosi con un livello crescente di regolamentazioni e interventi governativi tesi a migliorare la sostenibilità e a fornire alimenti sani e sicuri.

Le innovazioni tecnologiche e in particolare i sistemi di automazione intelligenti possono, a nostro avviso, fornire una risposta almeno parziale. Grazie agli sviluppi tecnologici il mondo dispone oggi di computer più potenti, di sensori più economici e accurati, di una gamma sempre più ampia di tecnologie abilitanti – quali veloci reti wireless, archiviazione e calcolo cloud – e di un numero di tecnici software su scala mondiale senza precedenti. Questi fattori, assieme, spianeranno la strada a un periodo straordinario di innovazioni nella robotica e nell’automazione e contribuiranno a risolvere molti dei problemi che affliggono l’agricoltura moderna.

In questo Thematic Insight esaminiamo alcune delle tecnologie che stanno per essere introdotte nel settore agricolo e alcune delle opportunità e delle sfide risultanti dall’adozione di queste soluzioni.

Domanda crescente e maggiore impatto ambientale

La popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 9,7 miliardi di persone nel 2050, un incremento del 25% rispetto a oggi4  che, da solo, implica già 2 miliardi di bocche in più da sfamare. Poiché, tuttavia, ci si aspetta che anche il benessere crescerà in misura consistente in alcuni paesi fortemente popolati, le Nazioni Unite prevedono che la domanda di cibo aumenterà di oltre il 50%.5

Si stima che, per far fronte a questo crescente fabbisogno nel mondo, operino oggi circa 570 milioni di aziende agricole che forniscono sostentamento a circa il 27% della forza lavoro globale (approssimativamente 884 milioni di persone).6 Spesso, in aree di estrema povertà l’agricoltura è l’attività economica più importante e in alcuni paesi in via di sviluppo può arrivare a rappresentare il 25% del PIL.7 Nelle nazioni più ricche, l’agricoltura commerciale svolge un ruolo fondamentale – dato che la maggior parte della società deve contare su altri per coltivare generi alimentari e trasformarli – ma rappresenta una quota molto piccola dell’economia; su scala globale contribuisce infatti solo al 4% del PIL mondiale.7

L’impronta ambientale dell’agricoltura supera di molto il peso che il settore ha nel PIL mondiale. La metà delle terre abitabili del mondo è adibita all’agricoltura: una percentuale di gran lunga superiore a quella di qualsiasi altra attività umana. L’irrigazione delle colture è responsabile del 70% dell’utilizzo globale di acqua. Inoltre, l’agricoltura contribuisce alle emissioni di gas serra globali sia direttamente (perlopiù con gli allevamenti di bestiame5, per l’11%) che indirettamente (20% del totale).8

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Figura 1 – La metà delle terre abitabili del mondo è utilizzata a scopi agricoli
Fonte: Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), 2019

Soluzioni innovative per affrontare molteplici sfide

Nel 1962, nell’arco della propria vita un agricoltore produceva in media una quantità di cibo sufficiente a nutrire 25,8 persone. Oggi, grazie alle innovazioni tecnologiche, ai macchinari, alla ricerca sulle colture e alla genetica, un agricoltore assicura il sostentamento di 155 persone. Tuttavia, secondo stime fornite da Ernst & Young, entro il 2050 ogni agricoltore dovrà fornire cibo a più di 265 persone.9  Per vincere queste sfide le soluzioni e le innovazioni basate sulla tecnologia si stanno moltiplicando e la quantità di investimenti destinati alle start-up “agtech” è aumentata sensibilmente negli ultimi anni. Oltre a questi investimenti, note società come John Deere, Trimble, Hexagon, Topcon e molte altre continuano a investire in ricerca e sviluppo e a introdurre innumerevoli soluzioni tecnologiche innovative.

Prima di illustrare alcuni esempi di innovazione in agricoltura, è utile classificare sommariamente le soluzioni in diverse categorie. Molte puntano a migliorare e a gestire le rese agricole: lavorare ogni giorno per ottenere i risultati migliori dagli input primari utilizzati dall’azienda, che si tratti di sementi o bestiame. O come ottenere un raccolto abbondante e di buona qualità malgrado la variabilità meteorologica e il rischio di parassiti e malattie, limitando al contempo l’impatto ambientale.

Altre soluzioni sono incentrate sull’azienda agricola in quanto tale: come condurre con efficienza le attività quotidiane in termini di gestione dei costi, pianificazione del personale, manutenzione delle apparecchiature e approvvigionamento di sementi, e come vendere al meglio i propri prodotti sul mercato. Vi sono anche strumenti che tentano di rapportare le attività quotidiane a dati che provengono dai mercati finali, di modo che l’agricoltore possa modificare dinamicamente gli input per riflettere le variazioni della domanda dei consumatori e dell’offerta di aziende concorrenti. Naturalmente, vi sono anche soluzioni ad hoc per tipi diversi di aziende agricole con attività che vanno dalle colture al bestiame, dai prodotti caseari alle carni, agli oli, alle sementi e alla frutta secca e fresca. Così come ci sono soluzioni concepite per aziende che operano su larga scala e che fanno già uso di tecnologie avanzate, e altre destinate ad aziende agricole molto più piccole dove l’unica tecnologia a disposizione potrebbe essere un telefono cellulare.

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Figura 2 – Investimenti in start-up specializzate in tecnologie agricole (“agtech”) (in mrd di USD)
Fonte: Pitchbook. Global data series, 2020.

Questo Thematic Insight non si propone di offrire un’analisi esaustiva, visti il numero elevato, la portata e la gamma sempre più ampia di nuove soluzioni. Abbiamo, invece, selezionato alcune aree chiave che a nostro avviso sono più rilevanti per il tema della robotica e dell’automazione.

Sensori intelligenti

Una delle principali e più antiche sfide in agricoltura è legata all’imprevedibilità di molti input. Non si sa quanta acqua e luce solare riceveranno le colture oggi, domani o durante la stagione, ed eccessi o scarsità possono mettere a repentaglio le rese agricole. La pioggia e il gelo possono modificare l’acidità del terreno e depauperarlo di nutrienti preziosi. Inoltre, con l’aumento del riscaldamento globale, le condizioni meteorologiche estreme sono sempre più frequenti.

Dagli anni ʽ80 l’agricoltura ricorre a immagini satellitari per consentire agli agricoltori di rilevare e monitorare anomalie e variazioni stagionali. Queste informazioni sono utilizzate per ottimizzare i processi di irrigazione e individuare le carenze di nutrienti e la diffusione di parassiti e malattie molto prima che siano visibili all’occhio umano.

Oggi, un numero crescente di società, tra cui CropX, Deepfield Connect, Prospera e SWIMM Systems, si occupa di migliorare queste soluzioni introducendo sensori o “sonde” direttamente nel terreno al fine di fornire informazioni accurate in tempo reale e segnalare eventuali variazioni delle condizioni del suolo. Alcune aziende offrono soluzioni anche più complete, utilizzando previsioni meteorologiche dettagliate, stazioni meteo locali, sensori di pressione e di tensione del terreno e dendrometri (per misurare la crescita degli alberi).

Man mano che aumenta la convenienza, l’accuratezza e l’affidabilità dei sensori e che le piattaforme di analisi diventano più sofisticate e in grado di trasformare i dati sui vari input in informazioni utilizzabili, dovrebbe migliorare anche la capacità degli agricoltori di aumentare le rese riducendo al contempo gli sprechi e l’impatto ambientale.

Farmobile, Proagrica, CGIAR, AgDNA e molte altre aziende offrono piattaforme di analisi dei dati per aggregare le informazioni generate dai sensori, eseguire analisi e trasformare i segnali in strategie utili e pratiche. Il progetto Flourish dell’UE cerca di mettere assieme, in una soluzione olistica, i dati provenienti da droni, piccoli veicoli robotici terrestri e satelliti con altri dati sugli input forniti da una serie di sensori.10

Fattorie industriali

Una delle soluzioni più estreme è quella di coltivare in ambienti chiusi (indoor) o in serre. Questo tipo di ambiente artificiale consente un controllo accurato degli input e limita i danni – le cosiddette “esternalità” – per l’ambiente. Sistemi del genere possono ridurre enormemente il volume di acqua, pesticidi e fertilizzanti utilizzati e contribuiscono ad assicurare alle colture condizioni di crescita ottimali, stagioni di crescita prolungate e persino la coltivazione verticale su scaffali.

Farminova asserisce che il suo sistema di coltivazione industriale riduce il consumo di acqua dell’85–95%, diminuisce del 60% l’impiego di fertilizzanti ed elimina del tutto il bisogno di ricorrere a pesticidi. Inoltre, in un mondo in cui le terre fertili da coltivare sono sempre più scarse e una quantità sempre maggiore di terreni è adibita ad attività residenziali e industriali, questo tipo di fattoria industriale può più che decuplicare il volume della produzione a parità di superficie di terreno.11

Un altro esempio ci viene dall’azienda britannica hydroCotton, che utilizza impianti idroponici per coltivare cotone indoor utilizzando l’80% in meno di acqua e nessun pesticida. Pensando all’agricoltura, alla maggior parte delle persone viene in mente il cibo, ma naturalmente l’agricoltura produce anche, e in larga misura, fibre naturali per l’abbigliamento, legno per le costruzioni e colture per i mangimi animali.9

I sistemi di automazione consolidati vengono aggiornati con tecnologie di prossima generazione

L’urbanizzazione ha enormemente ridotto la dimensione delle comunità rurali e, di conseguenza, il bacino di mano d’opera qualificata disponibile per lavori agricoli occasionali e stagionali. L’esodo della forza lavoro prosegue tutt’oggi. Nel 1990 la popolazione rurale superava di 6,7 volte quella urbana. Oggi questo rapporto si è invertito e una quota maggiore della popolazione mondiale vive in insediamenti urbani piuttosto che in campagna.12

Come osserviamo in altri settori che risentono della carenza di lavoro qualificato, le soluzioni basate sulla robotica e l’automazione stanno sopperendo all’offerta insufficiente di mano d’opera agricola. I sistemi di mungitura automatica (SMA) nelle aziende lattiero-casearie si sono diffusi rapidamente a partire dal 1992, dopo la prima installazione commerciale effettuata in una fattoria olandese. Oggi nei Paesi Bassi e nei paesi nordici il 20–30% delle aziende lattiero-casearie utilizza, in un modo o nell’altro, questo tipo di automazione.13  I sistemi di base della mungitura automatica richiedono comunque l’intervento umano (per indirizzare le mucche verso le stalle, applicare le coppe di suzione alle mammelle ecc.). Tuttavia, recenti innovazioni introdotte da aziende, quali GEA e DeLaval, offrono sistemi completamente automatizzati che guidano le mandrie nelle stalle, nutrono e mungono simultaneamente le mucche assegnando a ciascun animale porzioni di mangime individualizzate in base alla resa lattiera e ai dati biometrici, puliscono automaticamente le mammelle e applicano delicatamente le coppe di suzione. DairyMilk M6850 di GEA integra nel sistema anche una conta delle cellule somatiche basata sulla tecnologia EPT (Electrical Permittivity Threshold) per garantire la salute delle mandrie.

A prescindere dalle aziende lattiero-casearie, quando guardiamo alle grandi fattorie che fanno “colture a file” notiamo una discreta penetrazione di innovazioni come, ad esempio, l’“agricoltura di precisione”. Quest’ultima utilizza i sistemi di posizionamento satellitari (GNSS, più comunemente noti come GPS), talvolta supportati da apparecchiature laser terrestri che mostrano la posizione esatta di un trattore o di un altro macchinario nel campo e lo guidano con precisione. Insieme a una serie di dati topologici e geomorfologici, il sistema può stabilire il livello ottimale di input (sementi, fertilizzanti, acqua, pesticidi ecc.) per ciascun appezzamento all’interno del campo e adeguare di conseguenza gli irroratori del sistema.

Anche in questo caso, tuttavia, le recenti innovazioni consentono di migliorare sensibilmente le soluzioni. L’uso di droni rende ora l’agricoltura di precisione molto più economica eliminando la necessità di dati raccolti da satelliti o velivoli leggeri. Inoltre, alcune società stanno sviluppando sistemi per consentire l’agricoltura di precisione senza l’intervento umano.

I trattori a guida autonoma hanno impiegato tempo ad arrivare sul mercato per il semplice motivo che un trattore commerciale può arrivare a pesare oltre 10 000 kg14  e di conseguenza eventuali guasti al software potrebbero provocare danni fisici catastrofici. Tuttavia, gli sviluppi recenti realizzati da alcune aziende (John Deere, CNH Industrial, Pattison Liquid Systems, Raven Autonomy, Iseki & Co. e altre) suggeriscono che presto saranno disponibili in commercio trattori – e forse altre macchine agricole di grandi dimensioni come le mietitrebbie – completamente autonomi.

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Da grande a piccolo

Mentre le grandi macchine completamente autonome si fanno lentamente strada nei campi, un esercito di piccoli robot sta conquistando spazi in un’ampia gamma di applicazioni di nicchia.

Un buon esempio è rappresentato dalla mietitura perché la varietà delle colture e le diverse forme, colori e dimensioni di ciascun prodotto richiedono, per ogni tipo di frutta e verdura, un sistema dedicato che in genere utilizza sistemi altamente sofisticati di elaborazione elettronica delle immagini. Harvest CROO Robotics di Tampa, in Florida, ha sviluppato una mietitrice automatica per la raccolta delle fragole. La californiana Abundant Robotics, invece, ne ha una per la raccolta delle mele basata su un sistema di aspirazione per staccare i frutti dall’albero, mentre Root AI ha messo a punto una macchina per la raccolta dei pomodori. Anche le erbe infestanti pongono sfide tecnologiche simili, ad esempio come individuarle ed eliminarle senza danneggiare le colture. Naïo Technologies in Francia produce una gamma di robot per le erbe infestanti che invadono colture a file, ortaggi e vigneti, mentre Deepfield Robotics, un’affiliata di Bosch, produce robot che svolgono questa funzione per determinate colture.

Tra le soluzioni più generiche e polivalenti figura il sistema “Xaver” di Fendt. Si tratta di un piccolo robot da campo AGV che opera in squadra o in “sciame” per monitorare e documentare la semina di precisione del mais. La navigazione satellitare GNSS e l’archiviazione dei dati e degli orari nel cloud consentono di operare 24 ore su 24 e i dati sull’esatta posizione di ogni semente e l’ora in cui è stata seminata offrono la possibilità di automatizzare altri processi quali irrigazione, fertilizzazione e disinfestazione.

BlueRiver Technology ha sviluppato un sistema “riconosci e spruzza” intelligente che, secondo l’azienda, ridurrebbe l’uso di pesticidi addirittura del 90%. Il sistema si basa sull’elaborazione elettronica delle immagini e sull’apprendimento automatico per rilevare le piccole differenze tra le piante di cotone e le erbe infestanti di molte specie e dimensioni e spruzzare con precisione il pesticida solo sulle erbacce. Anche Bosch, in collaborazione con BASF Digital Farming e John Deere, e altre aziende dispongono di sistemi intelligenti “riconosci e spruzza”.

Altro

Ci sono molti altri settori che non abbiamo analizzato quali, ad esempio, i sistemi di gestione agricola (Farm Management Systems) che collegano le attività agricole a finanziamenti, assicurazioni e informazioni commerciali e di mercato. Alcuni sistemi cercano di colmare le lacune tra la gestione delle rese e la conduzione dell’azienda consentendo all’agricoltore di modificare in modo dinamico il suo budget, le ipotesi di prezzo e le attività quotidiane nei campi onde riflettere eventuali variazioni dell’offerta e della domanda nel mercato finale.

Alcune tra le soluzioni più semplici si stanno rivelando estremamente efficaci. Skira è una piattaforma di trading online per i cereali, mentre Foodla collega i produttori locali con dettaglianti online. Nei paesi in via di sviluppo, per molte delle innovazioni più efficaci è richiesto solo un telefono cellulare. FarmX, ad esempio, è una piattaforma online indiana per agricoltori che vogliano acquistare e vendere all’ingrosso i propri prodotti e le materie prime agricole senza passare per costosi intermediari. Ancora un esempio: Farmers Business Network è una piattaforma digitale dove è possibile acquistare o noleggiare gli input di produzione. Di fatto, si tratta di una piattaforma di noleggio simile a Uber per trattori e mietitrebbie. Analogamente, Farming Revolution offre una soluzione “Weeding as a Service” (WaaS) per rimuovere le erbe infestanti utilizzando una gamma di robot da campo AGV prodotti da Deepfield Robotics, un’affiliata di Bosch.

Per le attività post-raccolta, quelle che si svolgono oltre i cancelli dell’azienda agricola, esistono ulteriori innovazioni e soluzioni in aree quali trasformazione, confezionamento e distribuzione di prodotti alimentari; altre ancora sono in fase di sviluppo. L’automazione della logistica e la filiera intelligente sono un altro settore chiave. Vi è, inoltre, un desiderio di maggiore trasparenza e sicurezza nella catena di approvvigionamento alimentare espresso sia dalle autorità di regolamentazione che dai consumatori. Le aziende alimentari stanno rispondendo a questa esigenza e cominciano ora a investire in soluzioni che indicano ai consumatori l’esatta provenienza del cibo che acquistano.

Si profila forse all’orizzonte la possibilità di adottare una “blockchain per prodotti alimentari”. Si tratta, in linea generale, di un progetto ancora in fase iniziale poiché in alcuni casi il rapporto costi/benefici per gli agricoltori non è evidente e spesso è richiesta una grande mole di lavoro per impostare i flussi di dati iniziali richiesti per gestire un sistema del genere. Questo compito è complicato dal fatto che in agricoltura non esistono standard di dati uniformi e archiviati in silo. Tuttavia la rete IBM FoodTrust è una delle soluzioni più consolidate di blockchain per l’agricoltura, che collega un vasto ecosistema di partecipanti nella filiera alimentare con un registro permanente e condiviso di dati sul sistema alimentare cui si accede mediante specifica autorizzazione.

Conclusioni

Gli strumenti finanziari menzionati in questo articolo sono da intendersi a scopo meramente illustrativo. Il presente articolo non costituisce né un’offerta né una sollecitazione di acquisto o vendita di questi strumenti finanziari.
Ove questi materiali contengano affermazioni relative al futuro, queste hanno natura previsionale, sono soggette a rischi e incertezze e non sono garanzia di risultati futuri.

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1. Thomas Malthus, “An essay on the principle of population”, 1798
2. CIA.gov, “The World Factbook”, stime della popolazione mondiale del luglio 2020: 7 684 292 383; tratto il 15 gennaio 2021 da cia.gov/the-world-factbook/countries/world/#people-and-society
3. Tim Harford, “Fifty things that made the modern economy”, 2017, capitolo 3
4. Nazioni Unite, “World population prospects 2019”, 17 luglio 2019. Tratto il 12 gennaio 2021 da population.un.org/wpp
5. Harvard Business Review, “Global demand for food is rising. Can we meet it?”, 7 aprile 2016. Tratto il 16 gennaio 2021 da researchgate.net/publication/302466629_Global_Demand_for_Food_Is_Rising_Can_We_Meet_It
6. Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) “Statistical Handbook, 2020”. Tratto il 7 gennaio 2021 da fao.org/3/cb1329en/online/cb1329en
7. Banca mondiale, “Agriculture and food overview”, 2019. Tratto il 4 gennaio 2021 da worldbank.org/en/topic/agriculture/overview
8. Climate Watch, the World Resources Institute (2020): il 18,4% delle emissioni totali di gas serra sono dovute al settore agricolo/forestale e un ulteriore 1,7% all’energia utilizzata in agricoltura e pesca.
9. Ernst & Young, “Digital agriculture: enough to feed a rapidly growing world?”, di Rob Dongoski, 26 aprile 2018. Tratto il 12 gennaio 2021 da ey.com/en_gl/digital/digital-agriculture-data-solutions
10. Università di Fribugo (2021). Progetto Flourish. Tratto il 15 gennaio 2021 da flourish-project.eu/consortium
11. Farminova Plant Factory (2019). Tratto il 7 gennaio 2021 da farminova.com/En
12. Nazioni Unite, “The World’s Cities in 2018” [secondo le stime, nel 2018 il 55,3% della popolazione mondiale viveva in insediamenti urbani]. Tratto il 14 gennaio 2021 da un.org/en/events/citiesday/assets/pdf/the_worlds_cities_in_2018_data_booklet.pdf
13. Frontiers in sustainable food systems (2020), “Innovation uncertainty impacts the adoptions of smarter farming approaches”, 20 marzo 2020. Tratto il 5 gennaio 2021 da frontiersin.org/articles/10.3389/fsufs.2020.00024/full
14. I trattori leggeri, come ad esempio quelli compatti della serie 4044M di John Deere, pesano solo 1705 kg; tuttavia, i grandi trattori commerciali, come ad esempio il modello John Deere 9420RX, arrivano a pesare anche 24 494 kg. In entrambi i casi si tratta del peso base della macchina, senza l’aggiunta delle attrezzature.

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