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La grande transizione

Nelle nostre prospettive d’investimento per il 2022 spieghiamo perché ci attendiamo che l’economia globale si manterrà su un solido percorso di crescita e forniamo argomenti per la nostra previsione di buoni rendimenti azionari a singola cifra, sebbene più moderati che nel 2021. Con il mondo impegnato sulla via della normalizzazione, crediamo che il nuovo anno segnerà una significativa transizione a una realtà post-COVID, la quale rappresenterà inoltre un’opportunità per rivisitare gli investimenti al femminile.

7 febbraio 2022

Dr. Nannette Hechler-Fayd’herbe

Responsabile globale Economics & Research e Chief Investment Officer International Wealth Management, Credit Suisse

Gli ultimi due anni sono stati senza precedenti, non solo per l’umanità ma anche per l’economia globale. Sebbene la pandemia da COVID-19 sembri adesso maggiormente sotto controllo grazie ai programmi vaccinali, alcune parti dell’economia globale, ad esempio il mercato del lavoro, non hanno ancora recuperato pienamente. Il ritorno a un business normale resta lontano dall’orizzonte, e le cose non cambieranno nel prevedibile futuro. Nel 2020, quando il COVID-19 si è trasformato in una pandemia globale, i conseguenti lockdown hanno catapultato l’economia globale nella più profonda recessione mai registrata. Uno schock che ha indotto misure di sostegno fiscale e monetario straordinarie nel riuscito tentativo di favorire l’innesco di una rapida ripresa. Riteniamo che questa recessione senza paragoni aprirà la strada a un rilancio da Guinness dei primati.

La ripresa è proseguita nel 2021, determinata da forti effetti di stimolo e dalla domanda latente. L’inflazione è a sua volta aumentata, in parte a causa dei cosiddetti effetti di base, come i perduranti problemi nella rete logistica e i disagi ad essi connessi. Verso la fine dell’anno, alcune banche centrali hanno maturato sufficiente fiducia nel rilancio dell’economia per iniziare a riassorbire parte degli stimoli di emergenza attraverso un rallentamento dell’acquisto di titoli (tapering). Nel 2022 l’inflazione dovrebbe normalizzarsi rispetto ai valori elevati del 2021, anche se si manterrà sopra ai livelli pre-pandemia.

Sebbene nella nostra visione il prossimo anno sarà più “normale” del 2021, numerosi fattori speciali continuano a operare. Allo stesso tempo, importanti tendenze come il cambiamento climatico e i mutamenti demografici hanno raggiunto un livello di urgenza tale da poter plausibilmente condurre a un cambiamento permanente dell’attuale ordine economico.

Sullo sfondo di questo contesto ci aspettiamo buoni rendimenti dalle azioni globali, sebbene meno straordinari che nel 2021, con i profitti confermati come principale fattore determinante. I segmenti azionari in ritardo rispetto alla ripresa globale dallo shock pandemico sono ben posizionati per una risalita in grande stile in tutti i settori che beneficiano dai trend di crescita secolari. Di contro, nel 2022 i titoli di Stato forniranno rendimenti negativi. Per quanto riguarda il credito, i differenziali ridotti, sia per i titoli investment grade che per l’high yield, compenseranno a fatica i rischi associati ai più alti rendimenti.

Per gli investitori che si muovono in questo contesto, la chiave è cercare attivi con profili di rendimento che dipendono da fattori eterogenei. Gli effetti della diversificazione possono essere ulteriormente migliorati attraverso strategie d’investimento che seguono modalità non tradizionali.

Per le donne, non vi è forse momento migliore di quello attuale per rivisitare il proprio approccio e tornare a investire. Le nostre ricerche mostrano che la popolazione femminile ha scontato la crisi da COVID-19 più di quella maschile, in termini relativi. Un maggior numero di donne è impiegato nei settori che più hanno subito l’onda d’urto dei lockdown, tra cui vendite al dettaglio, ristoranti, alberghi e servizi alla persona. È di importanza vitale, per ragioni sia economiche che sociali, che tornino sul mercato del lavoro il prima possibile. Quando ciò avverrà, sarà essenziale che chiudano le lacune previdenziali causate dalla crisi e che ricomincino a costruire la loro ricchezza, a maggior ragione visti gli attuali non allettanti bassi tassi d’interesse.

Con alle spalle oltre 25 anni di servizio come professionista finanziaria, osservo che le donne hanno le maggiori probabilità di trascurare la cura del proprio patrimonio e di detenere la maggior parte di esso in liquidità e titoli obbligazionari. Sono tendenzialmente avverse al rischio e, quando investono, cercano spesso di costruire portafogli sicuri. Nei mercati, tuttavia, i rendimenti sono il risultato diretto dell’assunzione di rischi. La conseguenza è che troppo spesso le donne non includono abbastanza azioni nei loro investimenti, lasciando invece spazio a una quota eccessiva di liquidità e titoli di debito, il che costituisce un netto svantaggio ai fini della crescita del capitale in un mondo in transizione con bassi tassi d’interesse.

Life expectancy at birth and the gender pension gap in OECD countries

Aspettativa di vita alla nascita e lacuna previdenziale di genere nei Paesi

Fonti: Pensions at a Glance 2019, OCSE 2021; Life expectancy at birth (indicatore). (Consultato il 12 agosto 2021), OCSE (2021); Credit Suisse.

Nota: La lacuna previdenziale di genere per persone di età pari o superiore ai 65 anni è calcolata attraverso la seguente formula: 1 – pensione media femminile / pensione media maschile. Include le persone che ricevono una pensione di vecchiaia (pubblica o privata), una pensione di sussistenza o una prestazione d’invalidità.

Costruire ricchezza: perché è importante

Per le donne, prendersi cura delle proprie finanze non potrebbe essere più importante. In alcuni degli Stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), l’aspettativa di vita media femminile è di 84 anni, superando quella maschile di 4–6 anni. Il problema è che, nel mondo a tassi d’interesse nulli a cui siamo approdati a partire dalla crisi finanziaria globale, depositare denaro in un conto di risparmio non è più sufficiente per costruire ricchezza.

Gli investimenti in effetti del Tesoro “sicuri” o altri titoli di Stato non rappresentano a loro volta un’alternativa molto attraente, in prospettiva futura. Secondo i dati di novembre 2021, un quinto delle emissioni sovrane globali genera rendimenti negativi. In Svizzera e in Germania, la quota dei titoli con rendimenti negativi ammonta a circa l’80%. Rendimenti negativi significa che, quando si detengono le obbligazioni fino alla scadenza (il periodo di rimborso), invece di ricevere interessi ci si trova a pagare per l’opportunità di prestare denaro agli Stati. In altre parole, di una cosa si può essere sicuri: conservare titoli in portafoglio fino alla scadenza porta a perdere denaro. Non male per un investimento “sicuro”! Le donne devono essere preparate ad assumere rischi maggiori e a destreggiarsi con investimenti multi-asset e in particolare con le azioni.

Crediamo che le donne non possano permettersi di trascurare le loro finanze e siamo consapevoli degli ostacoli che incontrano nell’accumulo di ricchezza. Come investitrici, le donne hanno esigenze, preferenze e caratteristiche distinte che richiedono un approccio in grado di sostenerle nella costruzione del patrimonio, assicurando al contempo la loro indipendenza finanziaria di lungo termine. Ecco perché riteniamo che un approccio più sfumato, che prenda in considerazione le esigenze finanziarie in ciascuna delle quattro fasi del ciclo di vita di una donna, rappresenti un ottimo punto di partenza. Ogni fase è un’opportunità per imparare e impegnarsi appieno nella gestione del proprio patrimonio, valorizzando quanto già acquisito in precedenza per mettere il meglio possibile a frutto il capitale a disposizione. 

1a fase del ciclo di vita
Inizio

Questa fase del ciclo di vita è caratterizzata da una quota di risparmio relativamente bassa abbinata ad attività di investimento minime, un riflesso del fatto che le giovani donne, al termine della loro formazione, tendono ad avere un reddito incostante collocato nella fascia più bassa della scala salariale. Ciò non significa, tuttavia, che sia troppo presto per iniziare a pianificare una sicurezza finanziaria per il futuro a venire. Al contrario, come in altre aree della loro vita, come salute fisica e mentale, formazione e amicizie, le giovani donne dovrebbero prendersi cura delle proprie finanze per goderne i vantaggi nel corso dell’intera vita. Oltre alla pensione statale di base, le donne dovrebbero iniziare a mettere da parte risparmi pensionistici individuali il prima possibile dopo l’ingresso sul mercato del lavoro.

2a fase del ciclo di vita
Nuove responsabilità

Procedendo oltre la prima fase della loro carriera, le donne tendono ad avere una quota di risparmio media. In questo periodo potrebbe iniziare la loro attività di investimento, grazie a eventuali risparmi residui rimasti dopo aver contribuito agli schemi pensionistici lavorativi e volontari. Si tratta di una fase in cui le donne possono ancora sostenere un elevato livello di rischio (per es. Esposizioni azionarie) alla luce del loro lungo orizzonte d’investimento, in particolare se continuano a lavorare a tempo pieno e dunque a mettere da parte risparmi. Il loro obiettivo resta accrescere il capitale a costi ridotti. Il modo più efficace di realizzarlo è attraverso fondi gestiti da gestori patrimoniali professionisti, affiancati a ETF o fondi passivi che replicano indici di riferimento selezionati.

Per le donne che decidono di prendere una pausa per occuparsi dei figli o di altre persone a carico, potrebbe presentarsi la necessità di ridurre i propri guadagni e relativi contributi pensionistici, a potenziale detrimento della ricchezza futura. Al fine di contrastare parte di tali effetti, le investitrici dovrebbero dunque assicurarsi che la propria pianificazione rifletta la loro minore capacità di assumere rischi durante questo periodo.

3a fase del ciclo di vita
Nuove priorità

Con i progressi di carriera e/o il ritorno al lavoro quando i figli crescono, le donne entrano in una fase della propria vita in cui possono generare redditi, e dunque risparmi, più elevati. Alcune hanno inoltre un’ipoteca per la prima o seconda casa sulle spalle. In questa fase, tendono ad essere investitrici più informate, come riflesso dell’esperienza accumulata in oltre vent’anni di investimenti, unita a nuove incombenze finanziarie. Potrebbero avere sviluppato specifici interessi o convinzioni in materia finanziaria, avere più tempo da dedicare alle proprie finanze o desiderare un coinvolgimento più diretto nelle decisioni d’investimento. Questo è il momento in cui i loro portafogli possono diventare più personalizzati e strategici.

4a fase del ciclo di vita
Pianificare oltre

In questa fase, la tolleranza al rischio delle donne si riduce per via della loro più diretta dipendenza da redditi da capitale e flussi di cassa prevedibili, con cui finanzieranno le loro attività e copriranno il costo della vita negli anni che precedono e seguono il pensionamento. Il loro focus si sposta dunque sugli investimenti a basso rischio. Molte investitrici prediligono una forte esposizione agli investimenti obbligazionari (reddito fisso) o altri investimenti che producono reddito con flussi di cassa annuali affidabili e bassa volatilità sul capitale investito. Le donne che ereditano denaro in età avanzata possono dover rivedere il proprio portafoglio di investimenti e modificarlo di conseguenza. E quindi ragionano su come lasciare in eredità il proprio patrimonio quando sarà il momento.

Le sfide presentate dall’attuale contesto in evoluzione, caratterizzato da bassi tassi d’interesse, rendono la capacità di investire in modo selettivo e prudente e di gestire le proprie finanze ancora più importante. Questo è il motivo per cui la costruzione di un portafoglio di investimenti che rifletta realmente esigenze e obiettivi personali costituisce tempo ben speso. Il mio messaggio più importante è che non è mai troppo tardi per iniziare a investire. Il che non vuole dire che una donna che in passato non ha mai investito dovrebbe iniziare in questo preciso momento. È importante elaborare un piano realistico che tenga conto di età e profilo di rischio. Anche i passi più piccoli possono portare a cambiamenti. Aiutare le donne a gestire e accrescere attivamente il proprio patrimonio individuale non avrà solo un impatto sulle loro vite e su quelle delle loro famiglie, ma potrebbe anche incidere su intere società. 

Dr. Nannette Hechler-Fayd’herbe

Nel lungo periodo

I criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) orientano il comportamento degli investitori di tutto il mondo. Le loro priorità e preferenze possono cambiare in modo molto dinamico. I principi decisionali di lungo periodo e le soluzioni d’investimento con solide basi sono più importanti che mai.

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