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Edilizia e salute, un gioco di squadra

La progettazione degli ambienti influisce sul nostro benessere. L'"architettura curativa', meglio nota come healing architecture, si ispira a questo concetto: nell’attività di progettazione degli edifici essa pone l’accento sul fattore benessere, che di conseguenza si ripercuote positivamente sulla salute di coloro che li abitano.

25 novembre 2020

Per molto tempo l’architettura degli immobili del settore sanitario, come ospedali o residenze per la terza età, ha rappresentato un mercato di nicchia. Tali immobili venivano realizzati in prevalenza secondo i principi dell’economicità e della funzionalità.

Oggi è stato dimostrato che design e architettura possono avere un effetto positivo sulla salute fisica e sulla guarigione delle persone. La healing architecture (“architettura curativa”) mette al primo posto il benessere delle persone e contempla soluzioni di progettazione edilizia consequenziali. Si tengono in considerazione elementi come rumore, suddivisione degli ambienti, colori e luce per influire positivamente sulla salute di pazienti e relativi familiari.

Gli studi attestano, ad esempio, che lo stato di benessere dei pazienti cambia in negativo se le stanze riservate ai trattamenti si trovano nei piani sotterranei. La collocazione al piano terra contrasterebbe quella sensazione di “sprofondamento”. Anche la scelta dell’ubicazione è importante. Gli edifici sanitari entrano a far parte della struttura urbanistica e diventano un luogo di scambio e di integrazione.

Cresce la domanda di immobili idonei alla terza età

Grazie ai progressi compiuti dalla medicina, l’aspettativa di vita aumenta. La nostra società invecchia e la generazione del baby boom va in pensione. Secondo Monitor Svizzera T3 2019 di Credit Suisse1, nei prossimi dieci anni andranno in pensione 1,1 milioni circa di persone, mentre l’ondata raggiungerà il picco massimo nel 2029, quando avremo poco meno di 125 000 nuovi pensionati. La tendenza è chiara: diventiamo sempre più vecchi. Negli ultimi 100 anni l’aspettativa di vita è quasi raddoppiata. La Confederazione prevede che nel 2045 in Svizzera una persona su dieci avrà più di 80 anni. Global Real Estate di Credit Suisse Asset Management investe fin dal 2007 in case di cura e per anziani nonché in residenze e appartamenti per la terza età.

"Investendo negli immobili sanitari e per la terza età gli investitori partecipano non solo a un mercato in espansione, ma rendono indirettamente anche un contributo alla società."

Jessica Lindauer, gestore di fondi presso Global Real Estate di Credit Suisse Asset Management

Integrare anziché isolare

Molti anziani preferiscono invecchiare a casa propria, in autonomia, se possibile. Ecco perché le soluzioni abitative adatte alla terza età acquisiscono sempre più peso, anche per quanto riguarda gli immobili esistenti. Per coniugare qualità abitativa e libertà di movimento occorrono modifiche a livello edilizio.

Tuttavia, secondo la healing architecture, gli appartamenti privi di barriere architettoniche, nei quali si rinuncia a scale, vasche da bagno e porte strette, rappresentano soltanto una parte della soluzione. Un approccio integrale va oltre e non isola gli inquilini, bensì li coinvolge attivamente in attività sociali. L’articolazione degli spazi in loco, come gli ambienti comuni, favorisce l’incontro e invita a trattenersi fuori dal proprio appartamento. Un ruolo importante per la salute psichica degli abitanti, anche nelle case di cura, è quello svolto dalla comunità e dalle esperienze collettive. Già oggi il 15% delle persone che ha compiuto 80 anni non vive più a casa. Queste persone devono poter continuare ad avere una vita sociale per non trascorrere l’intera giornata soli, nella propria stanza.

Abitare nella terza età non è quindi più soltanto una questione di capacità – che nasce dal bisogno di soddisfare con spazi abitativi adeguati la richiesta di case di cura e appartamenti per la terza età da parte di una società che invecchia – quanto piuttosto un’idea di architettura quale sostegno alla salute. Proprio questo è stato il principio ispiratore dell’immobile per la terza età “Al Vigneto” a Tenero nel Canton Ticino, inaugurato nel 2017 e gestito da Tertianum.

Real Estate

Opportunità d’investimento di elevata qualità a livello mondiale.

Fattore benessere e servizi completi

La residenza per anziani, immersa nei vigneti ticinesi, offre 69 appartamenti senza barriere architettoniche nonché 38 camere singole e doppie riservate alle cure con vista sul Lago Maggiore. Lo scambio sociale è fondamentale. Gli spazi verdi con giardini di erbe aromatiche stimolano i sensi, i palmeti e il pergolato invitano a una sosta. La fermata dell’autobus a pochi passi dalla residenza e la posizione centrale, vicina alla stazione e alle vie dello shopping, garantiscono flessibilità e libertà. L’intera area è priva di ostacoli, i dettagli architettonici sono stati studiati nel rispetto delle esigenze degli ospiti anziani: il colore degli interruttori delle luci aiuta a distinguerli dalle pareti, gli ambienti sono accoglienti e inondati di luce, la mobilia è idonea alla terza età e ogni appartamento dispone di un balcone con vista sul verde. I servizi interni – come parrucchiere e ristorante, ma anche centro medico, sistema di allarme attivo 24 ore su 24, personale di cura e centro per la fisioterapia – sono tutti realizzati nel rispetto di ogni tipo di esigenza. La residenza per anziani affacciata sul Lago Maggiore è una dimora soleggiata per donne e uomini anziani pieni di vita. Oltre alla funzionalità, garantisce il massimo comfort e benessere in un ambiente che promuove la salute.

Rischi

Immagine: nel bel mezzo dei vigneti ticinesi si trova la residenza per anziani “Al Vigneto”, le cui abitazioni per la terza età e camere riservate alle cure sono realizzate secondo le esigenze specifiche dei residenti anziani.

1 https://www.credit-suisse.com/ch/en/unternehmen/unternehmen-unternehmer/aktuell/babyboomer-gehen-in-rente-das-verstaerkt-den-fachkraeftemangel.html

Fonte: Credit Suisse, se non altrimenti specificato.

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